sabato 24 ottobre 2020

.....Non voglio fare la virologa, voglio essere solo la mamma



 Da quando è scoppiato il finimondo con la pandemia, tutti si sentono autorizzati a sproloquiare, dando resoconti scientifici, come si da  il pastone ai polli.

Non mi sono mai sentita pollo, tanto meno oca, ho cercato di fare al meglio solo la mamma.

Mi sono sempre presa cura del mio cucciolo, anche adesso mentre scrivo, lei ha richiamato la mia attenzione con delle lallazioni, a 100000 decibel, ha sete.

Dovrei capire secondo i vostri parametri se ha il gusto, l'olfatto, se ha dolore....Non lo so!

Vado per timidi tentativi, se non piange, sta bene. Se mangia ha fame, non ha avuto crisi epilettiche, non ha febbre, ecco la mia infermieristica professionale si ferma qui, anche se poi ho nozioni di neuropsichiatria, di epilettologia, di chimica farmacologica, di podopediatria.

Stiamo spesso a casa nel fine settimana, ci divertiamo facendo docce oceaniche, che ci lasciano esauste.

Siamo negative, seriologicamente parlando, da sempre.

Ora basta darci in pasto termini scientifici, che nessuno comprende, che alimentano a dismisura la nostra ansia. C'è tanta gente, anche giovane che in questi mesi è morta di cancro, che è scomparso come termine dal vostro glossario, di cancro si muore ancora

Voglio fare solo la mamma, con la serenità di sempre




lunedì 13 luglio 2020

Ho 62 anni

Sono giorni strani, sono melanconica, posso piangere per intere giornate oppure, apaticamente  restarmene seduta a ciondolare, senza far nulla.
Mi sto' antipatica quando sono così, non mi sopporto.
Mi scopro piena di paure, irrazionali.
Da piccola era invece un tempo splendido, corse nei prati, la notte che non veniva mai, le lucciole, le falene attorno ai lampioni, le more, le gambe tutte graffiate dai rovi. Il riposo pomeridiano in casa della nonna nella penombra, con quelle lenzuola che sapevano di sapone di Marsiglia e spigo, ruvide. Le merende a pane e olio. Le vacanze al mare. Sono pennellate di un passato a volte doloroso, ma che non si ripeterà più. Il mangiadischi, Emozioni di Battisti che si spenge nell'aria,  calda, i primi falò sulla spiaggia per rinnovare antichi amori, e rinsaldare le amicizie nate tra gli ombrelloni. Che rimpianto non avrò più estati così. Non avrò più le gambe graffiate da rovi. Il frinire delle cicale, è un fastidioso richiamo, la notte i grilli non cantano più, e nemmeno le lucciole invadono i cigli, fra i papaveri e il grano, i girasoli, il ghiacciolo alla menta.

lunedì 22 giugno 2020

Il mistero del mio tempo

Chissà dove sono nata, quale terra ha accolto il mio primo vagito.
Ho smesso di credere da tempo, o almeno credo ci sia un Dio che si chiami come vuole.
Il mistero del mio tempo.
Nel viaggio che percorro da tempo, mi è rimasta solo  la polvere nei sandali, mi sono spogliata di tutto.
Le giornate sono scandite dai cambi di pannoloni, somministrazioni di farmaci, il sonno  e la veglia da sempre disturbati.
Non cerco nuovi amori, per non riaprire vecchie ferite, che secondo giorni, sanguinano ancora.
Mi aspetto solo la saggezza dell'età matura.
Il mistero del mio tempo, è il trascorrere delle giornate cercando di non farmi male, di sopportarmi così come sono, io che non vedo il grigio, ma solo il bianco o il nero; io che m'annoio, io che leggo, io che sonnecchio, io che piango... non c'è sorriso nel mio diario di bordo.
Mi bastano poche certezze, per arrivare alla notte.
Il mistero del mio tempo

martedì 9 giugno 2020

Compartecipiamo

Abbiamo bisogno di sentirci parte di progetti importanti, per la nostra vita, per quella dei nostri cuccioli.

Abbiamo bisogno di sapere che, durante noi, e dopo di noi, ci sia un posto per i nostri figli speciali. Ne abbiamo bisogno come dell'aria che respiriamo. Per continuare a testa bassa, in silenzio, a provvedere ai loro tanti bisogni, ad esserci sempre.

L'art. 2 della Costituzione cita."La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" e lo fa a prescindere dalle condizioni personali, sociali e di salute dell'individuo."

La vita è una selva oscura, ma dateci un lume per seguire la traccia, per non farci ritrovare soli a combattere, contro mostri famelici.

Già che dobbiamo quotidianamente scontrarci, con Istituzioni sorde e cieche. Fateci compartecipare alla spesa, dateci la possibilità di mantenere il nostro "mondo". E smettetela una buona volta di farci la guerra, siamo un  Paese in pace.



lunedì 25 maggio 2020

Silenzio

Si ricomincia piano piano, si ricomincia una nuova vita. Bisogna, si deve.

Dopo il silenzio delle notti dei primi giorni di "coprifuoco", piano piano le notti si riempiono di rumori, a volte scomposti, a volte beceri, una roboante moto che squarcia il silenzio della notte a folle velocità sulle strade cittadine, stridii di gomme.

Una cosa, certo  rimpiangerò, il silenzio.

Dopo la fatica patita del "coprifuoco", si vorrebbe più responsabilità. Si vorrebbe che tutti rispettassero, le norme di igiene, ormai arcinote.

Mascherine indossate, lavaggi frequenti delle mani, guanti, soluzioni alcoliche.

Si ricomincia, spero con più consapevolezza.

Abbiamo protetto i nostri cari, abbiamo fatto  fatica, preservandoli dai contagi. Abbiamo lottato per loro, la barricata non può ancora essere dismessa. 

giovedì 14 maggio 2020

Non abbassate la guardia

Scrivo per libero sfogo, non abbassate la guardia. Il virus Covid-19, non è sconfitto, e sicuramente muterà come hanno fatto altri virus prima di lui.
Non sono un infettivologo. Quindi non ho nessuna certezza, se non lo spirito di conservazione.
La sensazione che più mi allarma è, che con questa pestilenza, dovremmo conviverci per sempre.
Una "suocera" invadente, che non basta mettere alla porta, per sopravvivere.
Gia altre "pestilenze" prima di lui hanno mietuto vittime, l'Hiv, che abbiamo imparato a tenere sotto controllo (ma nemmeno tanto bene le generazioni più giovani), è passata nelle nostre vite con una falce affilatissima, ha mietuto una generazione di gioventù. Il messaggio che allora è passato era che se eri etero e non ti drogavi, ne saresti stato immune, non era vero, è morta tanta  gente.
Poi la Sars,  nel 2003.
Siamo sempre gli stessi, in qualche occasione abbiamo mutato le nostre abitudini, ma siamo sempre noi a doverci tutelare.
Certo nulla sarà più come prima, io vedo in me una certa paura dell'altro, già prima ero schiva, per mia natura, ora sono sempre in allerta.
Non amo i posti dove ci sia una moltitudine di persone, Prediligo da sempre ambienti aperti, e poco frequentati, e forse questo mi ha salvato.
Non abbassiamo la guardia, che la "bestia" ci osserva!

lunedì 4 maggio 2020

4 maggio 2020

Ci siamo arrivati, arrancando con fatica dopo 60 giorni siamo arrivati, per ripartire.
La paura che non ho avuto prima, ora m'attanaglia lo stomaco, il fiato si fa breve....il panico è lì che mi attende.
Respiro forte. Indosso i guanti, la mascherina ed entro nel vortice della gente fuori casa.
Ho paura, ma resisto. Mi spingo un po' oltre, con circospezione.
Mi devo riabituare a questa libertà gratuita, che mi  fa quasi male.
Torno velocemente sui miei passi e oltre il portone che si chiude alle mie spalle, mi sento salva.
Sono a casa.
Mi sento minacciata, da un nemico invisibile, da un nemico sottile che si potrebbe insinuare, ovunque in me, che non posso controllare, e sconfiggere.
Le mie armi son tutte spuntate, finchè non troveranno un vaccino mondiale che mi salvi, ci salvi, nessuno è al sicuro, nessuno in nessun posto.
Vorrei essere più positiva, ma non ci riesco, la mia è una paura primordiale.
Mi sento come paralizzata. Ricordo mia madre che ad ogni febbre inspiegabile cominciava a sospettare che fosse poliomielite, e lei non proprio incline ai vaccini, è uno dei pochi che mia ha costretto a fare.
Ci siamo arrivati, io con 20 anni di più nel cuore e sulle spalle...
Forse un giorno ne parleremo con una simpatica distensione, i nostri nipoti lo studieranno a scuola, come il periodo più buio, dopo il Medioevo.